le recensioni vere

le recensioni vere

non ho mai criticato un film senza prima vederlo

Eccomi

Blogger: sarmi
Qui non si fa critica cinematografica, non si fa teoria del cinema, non si é fan di nessuno. Si guardano i film e li si recensisce. I voti vanno da 1 a 10. ------------------------------- Domanda: perché i voti? Perché qualunque studente serio di cinema direbbe che é sbagliato dare i voti. Domanda: come mai tutti questi voti alti? Perché tendo a recensire i film che mi piacciono.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

 
venerdì, 07 marzo 2008
L'ultimo re di Scozia



The last king of Scotland
, di Kevin Macdonald, 2006

Quando la gente dice: "grande interpretazione di ..." di solito ci si trova di fronte a un'interpretazione del cazzo, tutta sopra le righe (avviene sempre, dal 1982 in poi, si capisce, con Jack Nicholson). Peggio ancora quando ti  dicono "l'interpretazione di ... tiene in piedi il film": meglio evitare direttamente di andare al cinema.
Qui invece è tutto vero. La cazzuta meravigliosa grande intepretazione di Whitaker tiene in piedi - alla grande - tutta la baracca. E poi c'è il fatto che tutti (o no?) ci saremmo comportati come dottor Nicholas di fronte a un Idi Amin così.

voto: 7

Postato da: sarmi a 20:23 | link | commenti (1) |
ultimo re di scozia l, ------- 7

Non è un paese per vecchi



No country for old men, di Joel ed Ethan Coen, 2007

Si può fare un buon film solo con una serie di sketch (per quanto perfetti e interpretati da personaggi perfetti)? No.

voto: 6

Postato da: sarmi a 20:09 | link | commenti (6) |
------ 6, non è un paese per vecchi

martedì, 01 maggio 2007
La principessa Mononoke



Mononoke-hime
, di Hayao Miyazaki, 1997

Inizi la visione sperando di innamorarti della principessa Mononoke, finisci a desiderare lady Eboshi. Moralmente complesso, "La principessa Mononoke" obbliga lo spettatore ad accettare la lotta tra l'uomo e la natura senza poter parteggiare in pieno per nessuno dei due, cosa che ne fa un film maturo ma non molto emozionante (giacché se non tifi non godi). Come al solito, la realizzazione tecnica, che pur fa largo uso del digitale, dà i punti a quelle pataccate tréddì che sforniamo qua in occidente.

voto: 7

Postato da: sarmi a 02:55 | link | commenti (3) |
------- 7, principessa mononoke la

lunedì, 30 aprile 2007
Paz!



Paz!, di Renato de Maria, 2002

Ricavare un film dalle opere di Andrea Pazienza - ovvero dal miglior prodotto della nostra letteratura nel dopo-Calvino - è un'opera meritoria. Solo per questo il film merita un punto in più.
Il film, nel tentativo di abbracciare l'intera poetica di Pazienza, combina una storia completa ("Verde matematico") con parte di un'altra ("Giorno"), spezzoni di "Pentothal" e varie vignette singole. Le scene tratte dalle vignette funzionano (un punto in più), il resto è tutto fuori luogo: fuori luogo il '77 ricostruito poco e male, e mischiato ai ben diversi anni '80 di Zanardi; fuori luogo Zanardi, ridotto a un metallaro goffo e rincoglionito, fuori luogo Enrico Fiabeschi, trasformato in una macchietta inutile e dinoccolata, fuori luogo soprattutto l'incredibile antipatia di tutti i personaggi, quando nei lavori di Pazienza erano simpatici tutti, buoni, cattivi, forti, deboli, spregevoli e virtuosi. Fuoriluogo infine le aggiunte: inutili, mai credibili, brutte.
Tuttavia, ricavare un film dalle opere di Andrea Pazienza, uno degli artisti più profondi ed eclettici degli ultimi trent'anni, non è cosa facile. Per questo il film merita un altro punto in più.

voto: 3

Postato da: sarmi a 23:53 | link | commenti (1) |
paz , --- 3

lunedì, 23 aprile 2007
La damigella d'onore



La demoiselle d'honneur, di Claude Chabrol, 2004

Essere rincoglioniti non è una colpa.
Citare a sproposito "Jules et Jim," forse, neanche.

voto: 4

Postato da: sarmi a 02:11 | link | commenti (1) |
---- 4, damigella d onore la

Amici miei - atto II



Amici miei atto II
, di Mario Monicelli, 1982


Non bisogna MAI andare in Germania, Paolo.

voto: 10

Postato da: sarmi a 01:54 | link | commenti (3) |
---------- 10, amici miei atto ii

giovedì, 19 aprile 2007
Le vite degli altri



Das Leben der Anderen, di Florian Henckel von Donnersmarck, 2006

Questo film vale un 6 (E' ben fatto, ma lento, e gioca un po' coi sentimenti dello spettatore, utilizzando trucchi da poco (per far vedere che lo scrittore è buono lo si mostra mentre gioca a calcio per strada coi bambini, etc.), inoltre banalizza gli intrighi dell'ex-DDR scegliendone uno che nasce dall'infatuazione di un ministro per una bella attrice. Sale a 7 per la favolosa interpretazione di Ulrich Mühe (capitano Wiesler), scende di nuovo a 6 perché il sosia bolso di Steven Seagal (Sebastian Koch) non è esattamente il prototipo fisico dello scrittore dissidente.
C'è poi una regola tacita, quando si valuta un film: i punti-impegno (PI).
Olocausto, pedofilia +2 PI
Khmer rossi, dittature sudamericane, STASI +1 PI
Foresta amazzonica, stupri, mafia +0.5 PI
etc.
Questa regola, che può essere ritenuta una concessione al buonismo e all'ipocrisia (e per molti versi lo è), è in realtà sacrosanta in quanto un film che smuove un po' le coscienze è da considerare, a parità di valore artistico, meglio di uno che non le smuove.
Quindi: (6+1)=7, (7-1)=6,  (6+1 PI)=7

voto: 7

Postato da: sarmi a 13:46 | link | commenti (10) |
------- 7, vite degli altri le

martedì, 10 aprile 2007
Mysterious Skin



Mysterious Skin, di Gregg Araki, 2004

Chissà se Gregg Araki ha letto quel dylan dog in cui un tipo usava gli alieni come "ricordo di copertura" per nascondersi d'avere assistito all'omicidio del fratellino handicappato da parte della madre.
Viene da pensare di si, in ogni caso fare un film sulla pedofilia è molto difficile, e il personaggio di "Coach" è perfetto, metà omino di marzapane e metà checcone (ecco, magari un po' troppo checcone).
Si capisce che anche la ragazza fissata con gli alieni era stata a suo tempo oggetto di attenzioni da parte di quel villico del padre, quindi Araki addirittura si azzarda a dare una spiegazione psicologica all'intero mito moderno degli UFO. Bello. Fa piacere vederlo che finalmente prova a staccarsi dai suoi archetipi, e fa dispiacere scoprirlo a riprenderli in mano anche quando non servono.

voto: 7

Postato da: sarmi a 00:57 | link | commenti (2) |
mysterious skin, ------- 7

Jules e Jim



Jules et Jim, di François Truffaut, 1962

- "Ma te quando l'hai capito che si svolgeva nel 1910 o giù di li? Io quando hanno fatto vedere la prima guerra mondiale!"
- "SI SVOLGE NEL 1910?!"

Vediamo...Jules et Jim detiene vari record: è il film che il maggior numero di persone finge di aver visto, è il film con la più pretestuosa collocazione storica, ed è anche il film col crucco più simpatico della storia del cinema. Poi è anche un capolavoro, specialmente di precisione.

voto: 9

Postato da: sarmi a 00:44 | link | commenti (8) |
jules e jim, --------- 9

martedì, 27 marzo 2007
Forrest Gump



Forrest Gump
, di Robert Zemeckis, 1994

Forrest Gump ovvero obbedisci e tutto andrà bene, ovvero la fortuna conta più delle capacità, ovvero (infine) le donne son tutte troie.
E' anche un film fatto molto, molto bene, e l'intento è ovviamente ironico, ma a tutto c'è un limite: l'esposizione a 142 minuti di questa roba farebbe diventare nietzschiano anche Gandhi. Zero, più 1 per la gente che lo segue quando si mette a correre, più 1 per Bubba, più 1 per la scena dell'eiaculazione (strepitosa).

voto: 3

Postato da: sarmi a 11:38 | link | commenti (4) |
forrest gump, --- 3

Get Firefox! Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.